Ecoturismo Valle Imagna
 

   
  DA VEDERE
LUOGHI DA VISITARE

CA’ CONTAGLIO
Antica Contrada in località Cepino di Sant’Omobono Terme da cui passa l’antico percorso dei Pellegrini diretti alla Grotta della Cornabusa, costellato dalle cappellette votive raffiguranti i 7 Dolori di Maria

BORGO MEDIEVALE DI CLANEZZO
Clanezzo è un borgo storico medievale molto suggestivo, situato alla confluenza di tre valli bergamasche: Val Brembana, Brembilla ed Imagna, e di due fiumi, l'Imagna e il Brembo.
Quest’area grazie alla sua favorevole posizione naturale fu abitata almeno dal 10.000 a.C., come testimoniano alcuni reperti risalenti al Paleolitico Superiore ritrovati in alcune località.
Oggi in questo antico e incantevole borgo immerso in un paesaggio naturalistico ed archeologico si possono visitare il Ponte di Attone, il Porto, il Mulino, il Castello e il Maglio.
L’antico ponte di Attone immerso nel verde del bosco è ancora percorribile, in alto il nuovo e più moderno ponte di ferro, l'antica Dogana ormai disabitata e il  Porto . Un paesaggio magico e suggestivo che vale la pena di visitare almeno una volta.

CONTRADE DELL’ALTA VALLE IMAGNA
CA’ CANITO - CA’ RONCAGLIA - CA’ REGORDA - CA’ GAVAGGIO - CA’ BERIZZI - CA’ DELL’ORSO
La Valle Imagna racchiude un patrimonio storico-architettonico di inestimabile valore e interesse artistico che si nasconde tra gli antichi borghi, i casolari e angoli di storia. 
Sparsi un po’ ovunque, bellissimi esempi di architettura rustica immersi in una vera e propria oasi di natura. La caratteristica principale di queste antiche case valdimagnine è l’utilizzo della pietra per la costruzione dei famosi “tetti in piode” , costruiti con lastre di roccia calcarea della Valle Imagna (piode) molto spesse. Questo metodo di costruzione è unico nelle Alpi e tipico solo della Valle Imagna, Val Taleggio e Val San Martino.
Queste antiche forme di insediamento hanno dato origine ad un’organizzazione comunitaria familiare e solidale che era rappresentata dalle famose “Cà”.
A Corna d’Imagna Cà Berizzi, dimora nobiliare del XVIII secolo si erge su un piccolo poggio attorniata da mura in sassi, si compone dell’abitazione padronale, di una chiesetta privata, di edifici per l’attività agricola come stalla e fienile. Sempre a Corna d’Imagna le antiche contrade di Canito, Regorda e Cà Gavaggio, antico nucleo che intorno ad una corte centrale ancor oggi conserva gli elementi dell’attività agricola come la stalla, il fienile, i depositi.
A Brumano il nucleo residenziale Cà Orso, situato in una splendida distesa verde, rappresenta un significativo esempio di architettura rurale. Caratteristiche tipiche i tetti, i camini, gli stipiti, le architravi in pietra ed il ballatoio.

ANTICO BORGO DI ARNOSTO
Il Borgo di Arnosto a Fuipiano Valle Imagna (1033 mt.) rappresenta il più significativo e meglio conservato, esempio di edilizia rurale rimasto sul territorio valdimagnino. Anticamente, per la sua posizione, Arnosto, insieme alle contigue contrade di Valzanega e Capione costituì un avamposto di confine della Repubblica Veneta verso il Ducato di Milano dal 1428, fino a tutto il 700.
L’antico borgo risale al XIV secolo e conserva edifici di grande valore artistico . Visitare Arnosto significa immergersi in un’atmosfera suggestiva che riporta alla vita delle popolazioni prealpine del passato.
All’interno del Borgo il MUSEO, realizzato dal gruppo Amici di Arnosto che raccoglie una collezione di strumenti che venivano utilizzati dai contadini, allevatori, artigiani dell’epoca passata, oltre ad una esposizione fotografica delle popolazioni che vi abitarono.
All’interno del borgo è presente una piccola CAPPELLA dedicata ai santi Filippo Neri e Francesco da Paola. Questa chiesetta può ospitare al massimo 20 persone ed era utilizzata dagli abitanti della contrada nel 1664. Al suo interno una pala ad olio raffigurante i Santi Filippo Neri e Francesco da Pola con la Vergine, attribuita a Francesco Quarenghi.

CASA NATALE GIACOMO QUARENGHI
In contrada Cà Piatone, piccolo borgo arroccato di Rota d’Imagna sorge la Casa Natale di Giacomo Quarenghi (1744 – 1817) uno dei più grandi architetti neoclassici europei. Fu chiamato in Russia dall'Imperatrice Caterina II e qui realizzò una innumerevole serie di capolavori architettonici al servizio della corte zarista e per l'aristocrazia russa del tempo. Fu consigliere di Stato e primo architetto dell'Impero e concorse alla creazione di Pietroburgo, la nuova capitale. La Casa, costruita nel 1600, conserva ancora le originali linee architettoniche. E’ un edificio austero al cui interno si trova una piccola cappella inoltre dipinti e decorazioni.
L’edificio  è visitabile solo esternamente.

MUSEO DEL FALEGNAME TINO SANA
Creato nel 1987 grazie alla passione del suo fondatore TINO SANA, il museo racconta  la storia di un mestiere protagonista in Valle Imagna: “IL FALEGNAME”. Il museo è disposto su 3 livelli per un totale di 3500 mq. e dispone di una segheria esterna funzionante a caduta d’acqua.  La storia del falegname viene raccontata attraverso le botteghe che presentano i vari mestieri della lavorazione del legno, con attrezzature e macchinari d’epoca costruiti in legno, con torni del 1600/1700/1800 e mezzi di trasporto. Sono esposte anche le bici di legno dell’ ‘800 e quelle del ‘900; bici, maglie e trofei di Felice Gimondi a cui è stato dedicato il salone. Infine vengono presentati anche i 35 mestieri degli ambulanti a due ruote.
Il museo documenta l’uso del legno nei mezzi di trasporto: dalla slitta alla barca, ai carri regionali, ai calessi, alle carrozze fino all’automobile e all’aereo di Antonio Locatelli.
Al legno vengono quindi associate tante espressioni di vita popolare, dalla casa alle botteghe degli antichi mestieri. Troviamo anche la bottega d’arte del “Brusafer” di Aldo Caratti per la lavorazione del ferro e i burattini creati da artisti bergamaschi.

ANTICA GHIACCIAIA E MUSEO ETNOGRAFICO VALDIMAGNINO
Nel cuore del Borgo di Amagno, nel comune di Strozza, all’interno di una piazzetta lastricata in pietra, sulla quale si affacciano storici edifici e la secentesca Cà del Maestro, c'è la botola della ghiacciaia.
E' una splendida struttura rimasta intatta, nonostante abbia un paio di secoli o forse più.  Il Museo Etnografico Valdimagnino occupa i due locali antistanti il cunicolo, che porta alla ghiacciaia. Oggi, conserva numerosi oggetti del passato. Molto interessante il camino con "nicchia", scoperto dopo la demolizione di una parete, che lo nascondeva. Seduto nella nicchia sta Pierino, il fantasma della ghiacciaia!

ITINERARIO “FIGURE DI PIETRA”
L’Itinerario artistico-ambientale, si snoda attraverso i boschi di Brumano che non ne rappresentano solo un suggestivo fondale ma sono parte integrante delle opere scultoree di Carlo Vitari che dalle pietre locali, ricava vere e proprie opere d’arte inserite nell’ambiente naturale.
Una forma d’arte libera dalla tradizionale formazione accademica, con la quale lo scultore  concretizza un tutt’uno tra la materia dell’opera, lo spazio, il tempo e il nucleo concettuale.
Le opere del Maestro sono caratterizzate da essenzialità prive di elementi decorativi, questo contribuisce ad integrarle nell’ambiente locale senza creare forte distacco tra la natura e l’arte.
Prive di qualsiasi appariscenza, propongono citazioni iconografiche di gusto popolare e rielaborazioni personali, i bassorilievi si trovano quasi tutti nel medesimo luogo dove furono pensati e scolpiti, sono una piccola parte sono stati spostati per salvarle dalla distruzione.
Per conoscere le opere tutte all’aperto e sempre visibili, ripercorriamo idealmente l’itinerario seguito dai viaggiatori che salivano a Brumano da Rota, lungo l’antica mulattiera. Per comodità l’itinerario può essere esplorato partendo anche dal centro del paese.
Percorrere questi sentieri alla ricerca delle opere per avvicinarsi ad una antica tradizione da recuperare.

SANTUARIO MADONNA DELLA CORNABUSA
...“E’ il Santuario più bello che esista, perchè non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”. Così diceva Angelo Giuseppe Roncalli, devoto alla Madonna della Cornabusa e divenuto Papa Giovanni XXIII.
Il Santuario della Madonna della Cornabusa si trova a Sant’Omobono Terme, in frazione Cepino, ricavato da una Grotta naturale, venne costruito nel corso dei secoli a partire dal '500. Il santuario è inserito in uno scenario naturale incantevole, avvolto dalla quiete, trattandosi di una grotta aperta in una montagna a strapiombo sulla Valle.
La strada che porta al Santuario è in salita ma non presenta particolari difficoltà. Lungo il percorso si incontrano otto cappelle dedicate ai Misteri Mariani e alla storia della giovane sordomuta.
E' il santuario più caratteristico della provincia di Bergamo, particolarmente caro ai Valdimagnini, Il Santuario è oggi metà di molti pellegrinaggi, alla Madonna del Santuario vengono attribuiti molti miracoli.

DIPINTO MURALE PAPA GIOVANNI XXIII
Inaugurato il 22 giugno 2014 a S. Omobono Terme, il grande dipinto murale dedicato a Papa Giovanni XXIII, in occasione dell’anno di santificazione, è opera dell’artista Gianluigi Salvi, realizzato sulla parete esterna di via Vittorio Veneto 139 a Selino Basso. Con questa opera, la Valle Imagna, peraltro terra di origine del casato dei Roncalli, manda un segno tangibile della devozione del suo popolo nei confronti di Papa Giovanni.
L’opera si presenta come la rappresentazione delle contrade della Valle Imagna, un’“antica mappa” della Valle, con l’indicazione delle strade principali e di alcuni luoghi importanti del territorio dal punto di vista ambientale, sociale e religioso; nel dipinto, l’intero territorio appare sotto lo sguardo protettivo di San Giovanni XXIII, cui è dedicata l’opera.

CA’ RONCAGLIA
A Corna Imagna, sul versante orografico sinistro della Valle Imagna, a 700 metri slm si trova l’antica contrada Roncaglia,  antico borgo di origine medievale che risale al XII secolo, ancora circondata da prati, pascoli, selve castanili e terrazzamenti.
La contrada nota per aver dato i natali agli antenati di Papa Giovanni, un tempo fondava la sua economia sul lavoro della terra, l’allevamento delle mucche e la lavorazione del latte per la produzione di stracchini.
Ancora oggi, conserva la sua struttura difensiva con la casa torre caratterizzata da aperture, iscrizioni e simboli risalenti al periodo tardo medioevale. Caratteristica principale di queste antiche contrade valdimagnine è l’utilizzo della pietra per la costruzione dei famosi “tetti in piode” , unici nel loro genere in tutto l’arco alpino, i tetti tradizionali, solitamente a due falde molto inclinate, ma anche a quattro nelle costruzioni signorili, rappresentano un forte elemento identitario e una componente irrinunciabile del paesaggio.

 

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